Servizi per la comunità Ebraica Milano
PortaleCEM
92 results found with an empty search
- Un villaggio "reale" fatto apposta per le persone con demenza senile - Avviene a Hogewey, Olanda.
Questo villaggio è dedicato alle persone con “demenza grave”. Infatti, questo è l’unico criterio per poter essere ammessi all’interno del villaggio. Il villaggio e’ composto da ventisette appartamenti, e in ogni appartamento possono risiedere fino a sette ospiti, ognuno in camera singola. UN VILLAGGIO VERO SOLO PER LE PERSONE AFFETTE DA DEMENZA SENILE L’European Council of Jewish Communities ha organizzato un convegno presso il villaggio demenze di Hogewey situato in Olanda nel paese di Weesp un piccolo borgo di diciassettemila abitanti a quindici minuti da Amsterdam. A questo convegno hanno partecipato membri delle Comunità ebraiche di tutto il mondo che lavorano con le persone affette da demenze. Proprio in questa occasione in qualità’ di Direttore Sanitario dell’RSA Arzaga della comunità ebraica di Milano ho avuto la fortuna di poter essere inviato a visitare e partecipare a questo evento. Questo villaggio è dedicato alle persone con “demenza grave”. Infatti, questo è l’unico criterio per poter essere ammessi all’interno del villaggio. Il villaggio e’ composto da ventisette appartamenti, e in ogni appartamento possono risiedere fino a sette ospiti, ognuno in camera singola. Un’ampia zona comune di centoventi metri con cucina e una zona per la lavanderia rappresentano le parti comuni per gli ospiti. All’interno di ogni appartamento durante il giorno sono presenti uno o due operatori che si occupano dell’assistenza e si dedicano anche alla preparazione dei pasti. Una delle prime differenze che si evidenzia rispetto alle strutture tradizionali sono gli orari dei pasti, che ogni appartamento si autogestisce :colazione, pranzo e cena, vengono servite in base alle esigenze degli ospiti che soggiornano. Il Villaggio oltre agli appartamenti è costituito da negozi, una palestra, una piscina, un supermercato, una piazza, un’edicola, un laghetto, un pub, un teatro e anche un ristorante. Uno dei concetti fondamentali della realtà di questo villaggio è che ogni paziente deve potersi sentire come a “casa”. Per questo motivo sono stati identificati sei diversi stili di vita tipici delle persone olandesi e gli architetti hanno costruito case congrue ad ogni stile. Al momento dell’ingresso viene svolta un’accurata indagine sullo stile di vita e sugli interessi della persona e ogni ospite viene indirizzato alla tipologia di casa nella quale si rispecchia maggiormente e preferisce vivere. Inoltre, ogni ospite è libero di “arredare” gli ambienti con effetti personali, qualche mobile e fotografie. Questo fa parte della “terapia del ricordo”, estremamente utile a far sentire a proprio agio una persona affetta da demenza. All’interno del perimetro del Villaggio di Hogewey, gli anziani possono muoversi liberamente. Non esiste nessuna contenzione meccanica o farmacologica. Quasi tutti gli ospiti possono anche uscire e solo per alcuni è necessario che vengano accompagnati. Non sono presenti telecamere. Solo una reception che monitora gli ingressi e un sistema di controllo acustico che entra in funzione automaticamente alle ore ventidue per evidenziare eventuali cadute. Tutti gli operatori sanitari che operano all’interno del villaggio sono senza divisa, proprio per incentivare il senso di normalità e di vita quotidiana. Il villaggio è una Struttura aperta al territorio e non chiusa nelle sue mura. Tutto ciò è possibile in quanto il Villaggio è perfettamente integrato nel territorio ed è a tutti gli effetti un “quartiere” del paese in cui è situato. Tutta la popolazione è coinvolta e tutti i residenti sono integrati nella vita di Weesp. Per questo motivo il ristorante e il teatro del villaggio sono aperti a tutti, a qualsiasi persona sia interessata a frequentarli. Tutto questo aiuta ad eliminare lo stigma nei confronti di persone che normalmente vengono emarginate dalla società. Gli ospiti a Hogewey, pur presentando una diagnosi di demenza grave, conducono una vita il più possibile “normale”. Proprio per questo motivo, possono svolgere attività legate ai loro interessi che spesso sono quelle che hanno eseguito durante tutto l’arco della loro vita. Gli ospiti possono recarsi a fare la spesa, cucinare nella cucina comune e anche fare il bucato naturalmente sempre sotto la supervisione delle persone che lavorano all’interno dell’appartamento. Oltre a ciò, vengono organizzati spettacoli, concerti musicali e gite. Esistono svariati Club che ogni giorno propongono attività diverse all’interno del villaggio (da attività musicali ad attività più ludiche come il bingo). Sempre in base agli interessi della singola persona ogni ospite partecipa e si “iscrive” ad uno o più club. Insomma chi, nella sfortuna di sviluppare una demenza grave, ha la fortuna di poter soggiornare nel Villaggio di Hogewey, potrà proseguire a sviluppare le proprie abilità e capacità, sentendosi ancora utile e parte della società. Tutto il progetto di Hogewey appare improntato sulla qualità della vita più che sulla quantità della vita stessa. Inoltre l’approccio al fine vita appare molto “naturale”. Non vengono forzate alimentazioni o idratazioni, non desta stupore una caduta, non esiste accanimento né tentativi forzati di mantenere l’organismo in vita. Così la persona che smette di mangiare viene in modo molto naturale accompagnata verso il fine vita. Questo concetto non ha nulla a che fare con quello di eutanasia (che pure in Olanda è legale), in quanto per richiedere l’eutanasia una persona deve essere pienamente capace di intendere. L’obiettivo è quello di promuovere la dignità del morente e di supportare l’ospite e i suoi famigliari nell’ultima fase del suo percorso. Due importanti indici della qualità di questa struttura sono: l’esiguo numero di episodi di aggressività degli ospiti e la riduzione del numero di farmaci assunti dai residenti (mediamente all’ingresso assumono 8 farmaci/die, al termine del loro percorso ne assumono mediamente 4/die). Da medico operante nel settore del mondo RSA, sono rimasto veramente impressionato dalla lungimiranza che hanno avuto i realizzatori di questo progetto. La demenza fa parte spesso della nostra vita quotidiana, e sarà sempre più presente nella nostra società visto l’invecchiamento della popolazione. Questo Villaggio deve essere uno stimolo per tutti noi per incentivare la socializzazione delle persone con demenza e fare in modo che l’integrazione sociale e la qualità della vita restino punti cardine indipendentemente dalle condizioni di salute. Ringrazio sentitamente la Comunità Ebraica di Milano che mi ha permesso di conoscere e approfondire sul campo un luogo così all’avanguardia come il villaggio di Hogewey e mi riprometto insieme allo staff della RSA Arzaga , nei limiti del possibile, di prendere spunto e applicare coi nostri ospiti quello che ho potuto osservare.https://www.rsaarzaga.com/servizi#staff Dr Flavio Galli Direttore Sanitario RSA ARZAGA
- Israele all'avanguardia nel campo medico e chirurgico-Intervento Maxillo Facciale a Rambam Hospital
La guerra nella sua crudeltà porta dolore e distruzione per chi la combatte e per chi ne è coinvolto indirettamente. In Israele, dove purtroppo lo stato di guerra è permanente e dove più che in altri paesi l’effetto del terrorismo ha lasciato e continua a lasciare le sue conseguenze, la medicina è divenuta una delle eccellenze mondiali anche per necessità. Ricostruita la mascella utilizzando una innovativa tecnologia 3D - Accade in Israele Dopo che il soldato trentaquatrenne Dalet dell'IDF (esercito israeliano) fu colpito al volto da una pallottola, causando gravi lesioni vicino al cervello, agli occhi e alla lingua, i chirurghi del Rambam Hospital hanno ricostruito con successo la sua mascella utilizzando una innovativa tecnologia 3D. I medici sono abituati a ricostruire un lato del viso quando l'altro lato è sano e può essere utilizzato come guida, ma nel caso di Dalet ciò non è stato possibile e i medici del Rambam Healthcare Campus di Haifa hanno dovuto trovare un'altra soluzione. Nella maggior parte dei casi, eseguiamo l'imaging del lato sano e utilizziamo quelle immagini per pianificare e riparare il lato ferito. Tuttavia, in questo caso, entrambe le parti sono rimaste ferite", ha detto al Times of Israel il prof. Adi Rachmiel, direttore del Dipartimento di chirurgia orale e maxillo-facciale di Haifa. I medici hanno creato modelli 3D computerizzati della sua mascella e li hanno stampati per prepararsi al complesso intervento chirurgico. Hanno eseguito l'operazione e la mascella del soldato è ora pronta per un completo recupero. "Abbiamo utilizzato un nuovo metodo che ha portato a un'operazione rapida e sicura e a ottimi risultati", ha affermato Rachmiel. "Il suo viso tornerà vicino alla normalità, ad eccezione di alcune cicatrici sulla pelle". La start up Beyeonics, con sede ad Haifa, ha prodotto cuffie digitali per chirurghi oculisti, ortopedici e neurochirurghi. Il sistema combina la realtà aumentata, l’imaging 3D e l’elaborazione di dati, ottenuti grazie all’intelligenza artificiale, supportando il processo decisionale del chirurgo. Robot chirurgici e cuffie digitali: queste sono solo alcune delle innovazioni sviluppate dalla tecnologia israeliana, dove robotica e intelligenza artificiale si combinano, creando una nuova realtà nel campo della medicina e della chirurgia. Lo sviluppo di nuove tecnologie in campo medico, in particolare in quello chirurgico, ha consentito non solo la massima precisione negli interventi ma anche ricoveri più brevi. L’azienda israeliana Human Xtensions, per esempio, ha sviluppato un piccolo robot che permette al chirurgo di eseguire con la massima precisione operazioni molto complesse nella cavità addominale, in aree di difficile accesso. Israele, cuore pulsante dell’innovazione della “Salute Digitale” è sede di oltre 450 start-up e aziende che promuovono innovazioni personalizzate, come l’analisi della salute e la telemedicina. Investimenti che negli ultimi tre anni si aggirano attorno a 800 milioni di dollari e rappresentano la scintilla della rivoluzione nella medicina che da tempo si attende. Luciano Bassani Guarda le video interviste sul PortaleCEM accedi alla nostra CEM WEBTV
- ISRAELE ESISTE DA MILLENNI
Israele è nato millenni prima di essere rinominato Palestina dai conquistatori romani. È nato prima che l'ONU decidesse di spartirla a metà, creando con le terre orientali la Giordania. Il popolo ebraico per 3000 anni, in quella terra, mantenne una comunità fino a quando gli arabi decisero di massacrarlo senza ragione nel 1920 e nel 1929 . Centinaia di civili furono uccisi, la maggior parte dei quali erano donne e bambini. In quello stesso periodo, oltre un milione di ebrei, che da secoli vivevano nei paesi arabi confinanti, furono uccisi o scacciati, lasciando in quei paesi soltanto il ricordo, spesso rimosso o cancellato, di una ricca storia plurimillenaria. Il 29 novembre 1947, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che sancì la fondazione di uno Stato ebraico nell’allora ex Palestina mandataria. Si propose così una spartizione di quella terra tra gli ebrei e gli arabi che furono invitati a rimanere. Tuttavia, i Paesi confinanti li invitarono a lasciare le loro case mentre gli ebrei venivano "gettati in mare". Il 14 maggio 1948 David Ben Gurion, annunciò la nascita del nuovo Stato che si sarebbe chiamato Israele. La Dichiarazione di Indipendenza letta da Ben Gurion recitava “Tendiamo una mano di pace, nel mezzo degli attacchi di mesi contro di noi, agli abitanti arabi dello Stato d'Israele per preservare la pace e partecipare alla crescita dello Stato sulla base della piena ed equa cittadinanza e della sua rappresentanza in tutte le istituzioni provvisorie e permanenti. Estendiamo la nostra mano a tutti gli Stati vicini e ai loro villaggi in un'offerta di pace e buon vicinato e chiediamo di stabilire legami di cooperazione e aiuto reciproco con il popolo sovrano ebreo stabilito nel proprio Paese". Nel 1948, il neo nato Stato di Israele sconfisse Egitto, Iraq, Siria, Giordania e Libano. Poi vi furono altri attacchi islamici, sempre tesi a distruggere Israele e ad annientare il popolo ebraico: la guerra dei Sei Giorni nel 1967 e la guerra dello Yom Kippur del 1973. Israele è stato attaccato quattro volte dagli eserciti arabi che volevano distruggerlo, e li sconfisse. Con la nascita del nuovo Stato si verificò una fuoriuscita di arabi musulmani, perché i Paesi circostanti promisero loro che sarebbero ritornati entro pochi giorni , dopo la distruzione totale di Israele; nel frattempo, li rinchiusero in campi profughi, dove moltissimi vivono ancora oggi, costretti dai loro fratelli e correligionari a una vita miserabile. Quelli che rimasero in Israele, senza farsi abbindolare da false promesse, divennero cittadini con pieni diritti. Oggi quei cittadini vivono, studiano e lavorano: sono ingegneri, agronomi, medici, professori, politici, scienziati o impiegati. Negli anni Sessanta, il KGB e Yasser Arafat - il nipote di Hajj Amin al-Husseini, il terribile muftì nazifascista, cofondatore con Hasan al-Banna dell'organizzazione islamista Fratelli Musulmani-, crearono l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), inventandosi i palestinesi in modo da indebolire e spaventare gli ebrei e condizionare l'opinione pubblica internazionale a loro favore. In realtà, fu nel 135 d.C. che i romani ribattezzarono quella regione con il lemma Palestina, nome che evocava gli antichi nemici degli Israeliti, i Filistei. Ma il termine palestinese per secoli venne riferito solo agli ebrei: basti prendere un noto testo di Kant, ove il filosofo, parlando degli ebrei con ben poca simpatia, si riferisce 'ai palestinesi che vivono tra noi...'. Il contemporaneo nuovo concetto di Palestina e palestinesi prese invece forma negli anni sessanta perché, da parte islamica, non si poteva accettare in Medio Oriente un paese non islamico abitato da dhimmi, ossia umani non musulmani, come tali di infima categoria. E invece, contro tutto e tutti, il popolo ebraico, uscito dai campi della morte, reduce da secolari persecuzioni disumane sia in terra di cristianità sia in terra di Islam, ebbe e ha tuttora la forza di resistere e di sognare di poter essere libero in un paese libero. Il sogno, come diceva Theodor Herzl, poteva diventare realtà, se voluto fortemente. E così è stato! Dopo che l’Europa cercò di annientare tutti gli ebrei , è iniziata la rinascita con lo Stato d’Israele faro di democrazia in medio oriente. Luciano Cesare Bassani - La Verità - 10 ottobre 2023
- EPIGENETICA - NEL DNA TUTTE LE INFORMAZIONI PER LOTTARE CONTRO INVECCHIAMENTO E TUMORI
Nel 2012 i ricercatori John Gurdon e Synya Yamanaka vinsero il premio Nobel per la Medicina perché utilizzando una manipolazione genetica erano riusciti ad introdurre in una cellula differenziata del connettivo quattro geni staminali e a trasformare tale cellula in una cellula staminale pluripotente indotta.
- ALZHEIMER: COSA SAPPIAMO AL MOMENTO E LE STRATEGIE PER TENERLO A BADA
Secondo un rapporto pubblicato dall'Alzheimer's Association, il morbo di Alzheimer, che è la forma più comune di demenza, colpisce il 3% delle persone di età compresa tra 65 e 74 anni negli Stati Uniti. Le attività in RSA ARZAGA MILANO Come risultato dell'aumento del rischio con l'avanzare dell'età, il 17% delle persone di età compresa tra 75 e 84 anni e il 32% delle persone di età pari o superiore a 85 anni hanno una diagnosi di demenza. Nel pensare comune si ritiene che demenza e Alzheimer siano la stessa cosa Questo non è del tutto corretto. L'Alzheimer è un tipo di demenza, che rappresenta il 60-80% di tutti i casi di demenza. Altri tipi di demenza includono la demenza fronto -temporale (FTD), la demenza vascolare, la demenza mista e la demenza da corpi di Lewy.
- L'OCCHIO SVELA TUTTO, ANCHE MOLTO TEMPO PRIMA DIAGNOSI PRECOCE DI ALZHEIMER
Dall’occhio è possibile prevedere se una persona soffrirà in futuro della malattia di Alzheimer, infatti nell’occhio si possono trovare gli stessi biomarcatori presenti nel cervello, cioè le proteine chiamate beta amiloide, una sostanza che si aggrega in una placca appiccicosa il cui accumulo è alla base della malattia di Alzheimer.
- Dieta e giusti allenamenti contro la sarcopenia per i nostri anziani in RSA Arzaga Milano
Generalmente la sarcopenia inizia intorno ai 30 anni ma il processo accelera quando ci si avvicina a 70 anni. Corriamo ai ripari con un'alimentazione corretta e i giusti allenamenti. Contro la sarcopenia una dieta bilanciata e allenamenti mirati - le strategie per combatterla nella nostra Residenza per Anziani RSA Arzaga. Tutti perdono massa muscolare quando invecchiano ma in alcune persone la perdita può essere più rapida che in altre, forse perchè geneticamente predisposte. Secondo gli esperti, la sarcopenia sarebbe il risultato di una combinazione di fattori, tra cui sedentarietà, carenze alimentari, invecchiamento, processi neuro-degenerativi, infiammazione cronica, cambiamenti ormonali e metabolici. Leggi l'articolo completo su RSA Arzaga Milano Luciano Bassani- Gabriele Vitali
- CAPELLI GRIGI: e se fosse possibile ritornare indietro nel tempo al nostro colore naturale?
NUOVE RICERCHE DICONO CHE FORSE SI POTRÀ RALLENTARE L'INGRIGIMENTO DEI CAPELLI Un follow-up dello studio originale che collegava i capelli grigi a un accumulo di perossido di idrogeno, i ricercatori hanno rivelato che un composto attivato dai raggi UVB chiamato PC-KUS ( pseudocatalasi modificata) potrebbe invertire l'accumulo di perossido di idrogeno e "curare" efficacemente i capelli grigi.
- I benefici del cioccolato amaro, ma deve essere almeno al 70%
Già dal 1000 a.c i Maya avevano scoperto le prodigiose qualità della pianta da loro chiamata Kakawa. L'articolo completo su RSA Arzaga La pianta di cacao fu poi classificata dal naturalista svedese Carlo Linneo a metà del Settecento, che la denominò “Theobroma Cacao”, dal greco Theos (Dio) e broma (bevanda). Successivamente gli spagnoli per indicare le bevande al cacao adottarono il nome chocolat. Il cacao è molto energetico perché 100 grammi di polvere producono 400 calorie. Il cacao è costituito da glucidi e lipidi (acidi grassi saturi) e proteine, in particolare di tiroxina precursore della dopamina che è alla base della sensazione di benessere che si prova quando lo si consuma, contiene polifenoli (sostanze antiossidanti) e alcaloidi, attivi sul sistema nervoso centrale come la caffeina e la teobromina. Il cacao crudo ottiene il suo sapore amaro dai polifenoli presenti e questi composti vegetali sono anche responsabili della maggior parte dei benefici per la salute associati al cioccolato fondente.
- XXIV GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA - 10/09/2023
L'assessorato alla Cultura e Spettacolo della Comunità Ebraica di Milano - Kesher Eventi, propone una fitta agenda di incontri con visite alla Sinagoga Centrale e al Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci e molti altri appuntamenti interessanti, per concludere con un cocktail e un concerto. Tema di quest'anno: LA BELLEZZA XXIV Giornata Europea della Cultura Ebraica La Comunità Ebraica di Milano propone una Giornata ricca di eventi. Alla mattina, a partire dalle ore 9.30, nella Sinagoga centrale di Via Guastalla, vi saranno le tradizionali visite guidate che sono una breve introduzione concreta alla cultura ebraica. Ma soprattutto vi sarà una riflessione del nostro Rabbino Capo Alfonso Arbib sul rapporto “problematico” dell’ebraismo con la bellezza e vi sarà una lettura commentata di racconti del Talmud che hanno come oggetto la bellezza, soprattutto la bellezza fisica di donne e uomini. Al pomeriggio, al Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo Da Vinci", si parlerà invece di alcuni dei numerosi casi moderni in cui gli ebrei hanno contribuito a produrre bellezza, dagli influssi ebraici sul Rinascimento alla presenza ebraica nel mondo della moda, dalla potenza delle immagini nel cinema di Kubrik alle recentissime serie di produzione israeliana. La Giornata si concluderà con un concerto dell’Agorà Ensamble che farà risuonare le molte bellezze della musica ebraica, fra mondo Sefardita e Kletzmer, musica religiosa e da festa, melodie del passato e contemporanee. PortaleCEM - vicino alla Comunità Ebraica di Milano